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I gabbiani di Venezia: cocai e magoghe

A Venezia, i cocai sono i gabbiani comuni: piccoli, eleganti, con becco sottile rosso carminio e una forma che ricorda una barchetta quando nuotano. Sono quelli ritratti nelle cartoline, appollaiati sulle paline davanti a Piazza San Marco, spesso avvolti nella nebbia. I cocai sono i gabbiani dei Fratelli Righeira, quelli che tornano in città quando l’estate sta finendo.

Tra febbraio e marzo, cambiano aspetto: mutano le penne della testa e sfoggiano un cappuccio marrone scuro, pronti a ripartire verso i luoghi di nidificazione in Europa centro-settentrionale. Non danno fastidio a nessuno, e la loro presenza è discreta.

Le magoghe, invece, sono un’altra storia. Si tratta di gabbiani reali, più grandi e massicci, con becco giallo acceso (con una macchia rossa sulla punta) e occhi attenti. Vivono in città tutto l’anno, ma è in primavera ed estate che si fanno davvero notare: schiamazzi continui, di giorno e di notte.

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Sono proprio loro ad attirare l’attenzione dei media per i comportamenti sempre più aggressivi nei confronti di cittadini e turisti, soprattutto in Piazza San Marco e in altre zone della città.

Questo fenomeno è in crescita da diversi anni ed è legato alla nidificazione delle magoghe sui tetti di Venezia – una dinamica ormai comune a molte città costiere italiane, come Trieste, Genova, Roma o Napoli.

Le città offrono un habitat perfetto per il gabbiano reale: tetti sicuri per fare il nido, assenza di predatori naturali e, soprattutto, una fonte inesauribile di cibo facilmente accessibile.